top of page

Soffro lo stress: sono stanco e fuori forma!




“Lo stress è una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso” (1) così esordiva Hans Selye, un medico austriaco, che alla metà degli anni Trenta del secolo scorso, conducendo un’indagine presso l’Università di Montreal per la ricerca di un nuovo ormone, si rese conto che, indipendentemente dalla sostanza tossica iniettata nei topi, questi mostravano tutti la stessa reazione: ispessimento della corteccia surrenale, riduzione del timo e ulcere sanguinanti nello stomaco e nell’intestino. Tutti i sintomi manifestati dai topi erano, pertanto, risposte allo stress a cui erano sottoposti e il fatto che tutti li presentassero avvalorava la tesi che nessuno di loro ne fosse esente (1). Quando si manifesta un evento stressante definito stressor, nell’individuo si instaura una reazione di allarme, che si manifesta con una serie di sintomi:

– fisici: mal di testa, mal di schiena, tensione, agitazione, tachicardia, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali; – comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici; – emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità . – cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione (1) Come mai alcune persone di fronte allo stesso evento stressante hanno reazioni diverse? Perché alcuni si “allarmano” prima rispetto ad altri? Si stressano tutti allo stesso modo? Le risposte a queste domande possiamo ricercarle in uno studio condotto da due psicologi, Joseph Zubin e Bonnie Spring, grazie al quale nel 1977 elaborano il modello stress-vulnerabilità, secondo il quale: ognuno di noi ha una diversa tolleranza o vulnerabilità agli eventi stressanti, ogni persona ha la sua “soglia di sopportazione”. Da che cosa dipende questa diversa vulnerabilità? Prendendo in considerazione il modello “stress-vulnerabilità” di Zubin e Spring, si evince che esistono tre forze che agiscono sull'individuo: il fattore ambientale (Ecology), le esperienze psicologiche e sociali (Learning and Development) e le forze biologiche interne (Genetics); sono queste tre variabili a determinare la diversa vulnerabilità allo stress, tra individuo e individuo (2). Alcune persone hanno una soglia di sopportazione più bassa e vanno incontro ad una crisi psicologica,poiché hanno una eccessiva vulnerabilità allo stress (3). Lo stress è connesso ad una quantità di disturbi psicologici: disturbo da stress post-traumatico, disturbo acuto da stress, disturbi psicosomatici, depressione, disturbo bipolare, disturbi d’ansia, disturbi della sfera sessuale e disturbi dell’alimentazione (4). Sul piano terapeutico diventa importante scegliere interventi integrati che mirino allo sviluppo di strategie di coping con lo scopo di “innalzare” la soglia di vulnerabilità. La terapia cognitivo-comportamentale, pertanto,rappresenta uno dei trattamenti più efficaci, che può operare tramite la psicoeducazione, per aumentare la consapevolezza nell’individuo dei suoi schemi e delle sue risposte disfunzionali (5). Lo stress è una condizione in cui ogni essere vivente è immerso sin dalla nascita e impossibile da eliminare, l’unico modo per contrastarlo è fortificarsi attraverso l’acquisizione di strategie di coping; lo stesso Selye affermava infatti: “[…] la completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo, ed in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi ed adattando la nostra filosofia dell’esistenza ad esso” (6).


Dott.ssa Gabriella Matrundola

Per

PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls


Bibliografia

1. Selye, H. (1976). Stress in health and disease. Butterworth’s, reading, Massachusetts.

2. Joseph Zubin e Bonnie Spring Journal of Abnormal Psychology, 1977

4. American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing

La Mela, Carmelo (2014) Fondamenti di terapia cognitiva, Firenze, FI, IT: Maddali e Bruni

6. Selye, H. (1974). Stress without distress. J. B. Lippincott, Philadelphia.


90 visualizzazioni0 commenti

Comments


Post: Blog2_Post
bottom of page