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DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA: trattamento integrato delle doppie diagnosi

L’elevata comorbilità tra disturbi psichiatrici e disturbi legati a dipendenze patologiche è uno dei problemi più significativi per il sistema di salute mentale.

L’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (OEDT) ha definito tale "comorbidità" come una "coesistenza temporale di due o più disturbi psichiatrici come definiti dalla Classificazione internazionale delle malattie, uno dei quali è l'uso problematico di sostanze". L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la "doppia diagnosi" come "la co-occorrenza nello stesso individuo di un disturbo da uso di sostanze psicoattive e un altro disturbo psichiatrico". Dal 2012, la World Psychiatric Association (WPA) ha una nuova sezione per questo problema, che ha denominato "dual disorders/patology". (1)

La letteratura scientifica internazionale fin dalla fine degli anni ’80 afferma che, in tutto il mondo, il disturbo da uso di sostanze (legali e illegali) è altamente prevalente in persone che soffrono di un disturbo mentale (2). Recenti ricerche nel Regno Unito (3) hanno rilevato che nei setting di salute mentale la DD ha una prevalenza del 20-37%, mentre nei setting delle dipendenze del 6-15%, pur riferendo che trattasi di tassi sottostimati e che possono variare per genere, etnia e posizione geografica. A livello internazionale, invece, la più recente revisione Cochrane indica che fino al 75% delle persone con un disturbo mentale severo ha sviluppato in realtà una Doppia Diagnosi (4) e il tasso aumenta nei giovani, dove circa il 64-88% di adolescenti con disturbo da uso di sostanze ha almeno uno (e spesso più di uno) problema psichiatrico concomitante, con maggiori disfunzionalità familiari, abbandono scolastico e problemi con la giustizia (5). Alla luce di questi dati si depone per un’associazione non casuale. È dimostrato, infatti, che l’utilizzo di sostanze di abuso e disturbi psichiatrici abbiano cause eziologiche e genetiche comuni (relazione di spettro) e che siano legati specificamente da fattori confondenti comuni (marginalizzazione sociale). Tuttavia, pur restando entità cliniche separate, producono quadri clinici nuovi che si influenzano reciprocamente. Ciò riporta all’abuso di sostanza come epifenomeno di una fase di malattia, una forma di “self-medication”, o come la causa della slatentizzazione di fenomeni psicopatologici.

I pazienti con doppia diagnosi presentano disturbi più severi, persistenti e resistenti al trattamento accompagnati da una scarsa compliance al trattamento sia farmacologico che riabilitativo e una maggiore associazione con malattie organiche (6, 7, 8). È stato dimostrato, infatti, essere associata con HIV e epatiti, nonché ad aggressività, violenza e incarcerazione, aggravando peraltro problemi sociali quali occupazione e alloggio (9,2).

Queste considerazioni ci suggeriscono la necessità di trattamenti psicosociali integrati. Già dalla fine degli anni ’90, infatti, il trattamento integrato è stato indicato come gold standard per la gestione della Doppia Diagnosi inteso come piano di cura che comprenda sia la salute mentale che la dipendenza (10), anche se ancora non c’è accordo su quale modello di trattamento integrato sia il migliore, recenti studi hanno dimostrato con certezza che gli interventi motivazionali e psicosociali sono efficaci nel migliorare il funzionamento emozionale della persona, nel prevenire ricadute, nell’aumentare l’adesione a lungo termine al percorso di Recovery. (11, 12)


Dott.ssa Anna Paola Mazza

Per

PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls



Bibliografia:

1. Torrens, M., Mestre-Pintó, J. & Domingo-Salvany, A., 2015. Comorbidity of substance use and mental disorders in Europe, Luxembourg: EMCDDA.

2. Carrà, G. et al., 2015. Comorbid addiction and major mental illness in Europe: a narrative review. Subst Abus, 36(1), pp. 75-81.

3. NICE guideline, 2016. Coexisting severe mental illness and substance misuse: community health and social care services. [Online] Available at: https://www.nice.org.uk/guidance/ng58/

4. Temmingh, H., Williams, T., Siegfried, N. & Stein, D., 2018. Risperidone versus other antipsychotics for people with severemental illness and co-occurring substance misuse (Review). Cochrane Database of Systematic Reviews, p. Issue 1. Art. No.: CD011057 DOI: 10.1002/14651858.CD011057.pub2.

5. Brewer, S., Godley, M. & Hulvershorn, L., 2017. Treating Mental Health and Substance Use Disorders in Adolescents: What Is on the Menu?. Curr Psychiatry Rep., Jan, 19(1), p. 5.

6. A 12-month prospective follow-up study of patients with schizophrenia-spectrum disorders and substance abuse: Changes in psychiatric symptoms and substance use” HC Margolese, JC Negrete, R Tempier, K Gill - Schizophrenia Research Volume 83, Issue 1, March 2006, Pages 65-75.

7. “Management of comorbid bipolar disorder and substance abuse.” Vornik LA, Brown ES. J Clin Psychiatry. 2006;67 Suppl 7:24-30.

8. “Comorbid alcohol and substance abuse dependence in depression: impact on the outcome of antidepressant treatment. “MJ Ostacher - Psychiatric Clinics of North America, 2007 – Elsevie

9. Harrison, J., Curtis, A., Cousins, L. & Spybrook, J., 2017a. Integrated Dual Disorder Treatment Implementation in a Large State Sample. Community Ment Health J, Apr, 53(3), pp. 358-366.

10. Mason, M. et al., 2016. Psychiatric Comorbidity and Complications. Child Adolesc Psychiatr Clin N Am, Jul, 25(3), pp. 521-32.

11. Antai-Otong, D., Theis, K. & Patrick, D., 2016. Dual Diagnosis: Coexisting Substance Use Disorders and Psychiatric Disorders. Nurs Clin North Am., Jun, 51(2), pp. 237-47.

12. Szerman, N., Parro-Torres, C., Didia-Attas, J. & El-Guebaly, N., 2019. Dual disorder: Addiction and Other Mental Disorders. Intergrating Mental Health. In: A. Javed & K. N. Fountoulakis, a cura di Advances in Psychiatry. s.l.:Spinger.

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