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Il TeRP e i luoghi della psichiatria: il TeRP e l’intervento domiciliare

Continuano le nostre interviste a colleghi impegnati sul territorio nazionale per discutere insieme del ruolo del TeRP nei vari ambiti clinici. Questa volta, abbiamo intervistato la collega Dott.ssa Mariangela Melo, Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica , co-founder dello Studio Psicologico e Riabilitativo PROPSY , che ci parlerà dell’intervento di utenti in ambito domiciliare.




1.Nella sua esperienza, come si sviluppa il percorso di recovery di un utente in carico in trattamento domiciliare?

“Il processo di recovery non è la restitutio ad integrum del vecchio sé, ma l’instaurarsi di nuovi comportamenti per condurre una vita produttiva e soddisfacente anche in presenza delle limitazioni comportate dalla disabilità”. (Anthony,1993)

La precedente affermazione racchiude, a mio avviso, l’essenza della riabilitazione psichiatrica domiciliare. Essa completa la rete dei servizi riabilitativi e consente il completamento del percorso di cura direttamente presso il domicilio dell’utente. Si prefigge lo scopo di favorire l’autonomia personale dell’utente nel proprio ambiente di vita, cercando di ridurre i rischi di isolamento ed emarginazione, di prevenire l’istituzionalizzazione, di potenziare le abilità residue e costruire una rete familiare e sociale di sostegno.

Il punto di partenza è la presa di consapevolezza, da parte dell’utente, del proprio funzionamento personale e sociale, motivandolo verso una fase di cambiamento. Questo processo è possibile attraverso l’individuazione e la condivisione di obiettivi SMART:

Specific (specifico): chiaro, definito e tangibile;

Measurable (misurabile): deve poter essere quantificato ed espresso numericamente;

Achievable (raggiungibile): concreto, fattibile e reale;

Realistic (realistico): commisurato alle risorse e alle possibilità;

Time-based (temporizzabile): legato ad una scadenza, strutturato nel tempo.


2.Che tipo di obiettivi si perseguono in un percorso domiciliare?

Gli obiettivi specifici di un intervento domiciliare possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

· Prevenire il ricorso al trattamento residenziale o semiresidenziale, permettendo all’utente di rimanere nel proprio contesto di vita;

· Favorire lo sviluppo delle capacità relazionali e di autonomia personale necessarie a vivere nella comunità locale;

· Sostenere la famiglia in difficoltà, offrendo delle strategie educative in grado di migliorare l’organizzazione della vita familiare;

· Promuovere l’integrazione dell’utente all’interno del contesto familiare e sociale;

· Realizzare interventi di sostegno per l’utente che partono dalla cura del sé fino alla riorganizzazione del proprio tempo, svolgimento delle faccende quotidiane, orientamento e utilizzo dei vari servizi presenti nel contesto sociale di riferimento ecc…


Parliamo di obiettivi volti a cambiare e migliorare la qualità di vita dell’utente. L’obiettivo primario è quello di favorire lo sviluppo di un’identità personale e di ricoprire un ruolo sociale attivo. Bisogna accompagnare l’utente nel recupero delle abilità perse o deficitarie, a causa della disabilità mentale; fargli sperimentare la speranza di un presente produttivo e futuro gratificante; insegnargli a vivere come una persona sana e non solo come persona malata, contrastando lo stigma sociale e l’etichettatura diagnostica privilegiando l’empowerment.

3.Come si inserisce il TeRP in un percorso del genere? Qual è il ruolo di una figura come quella del TeRP nella presa in carico domiciliare?

La modalità di inserimento del Terp nel percorso domiciliare varia in base alla tipologia del servizio presso il quale si lavora. Personalmente mi occupo di interventi domiciliari in qualità di libero professionista e dipendente di una cooperativa sociale. Ad esempio, nel mio caso, l’attivazione di un intervento domiciliare, in qualità di libero professionista, emerge dall’esigenza di svolgere un intervento mirato al contesto di vita dell’utente per il raggiungimento degli obiettivi individuati dopo un’adeguata valutazione. Mentre in qualità di dipendente, il Terp viene inserito in seguito alla richiesta effettuata dal parte del CSM di appartenenza dell’utente.

Il ruolo principale del Terp nella presa in carico domiciliare è quello di effettuare un intervento articolato in quattro fasi:

1. FASE VALUTATIVA: rilevare le potenzialità dell’utente, analizzare i bisogni, rilevare le risorse del contesto familiare e socio-ambientale;

2. FASE DI PROGETTAZIONE: redigere il progetto riabilitativo individualizzato, insieme all’equipe multiprofessionale;

3. FASE DI ATTUAZIONE: operare nel contesto di vita dell’utente attraverso utilizzo di tecniche di evidence based di tipo cognitivo-comportamentale.

4. VERIFICA DEGLI ESITI: monitoraggio degli esiti raggiunti e verifica del PTR.


Dott.ssa Mariangela Melo, Studio Propsy

Per

PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls



Bibliografia

1. “Manuale di clinica e riabilitazione psichiatrica. Dalle conoscenze teoriche alla pratica dei servizi di salute mentale vol.2” di A. Vita, L. Dell'Osso, A. Mucci.

2. “Principi di riabilitazione psichiatrica. Per un sistema di servizi orientato alla guarigione” di Paola Carozza (2016)

3. “Il core competence del tecnico della riabilitazione psichiatrica” di Roberta Famulari, Lucia Fierro, Debora Parigi, Elga Rovito,Donatella Ussorio. (2019)

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