Che paura!

In questo articolo esamineremo, grazie a rassegne di letteratura, quella che è una delle emozioni primarie, la paura. Spesso cerchiamo di sfuggire alla paura, di evitarla o magari capita di confonderla con l’ansia; con questo breve articolo invece proviamo a capirne l’origine la “funzione”.


Iniziamo dicendo che, secondo una delle ultime definizioni (Cattarinussi, 20016) l’emozione è un evento multisistemico, generalmente di breve durata, che interessa più piani: l’elaborazione cognitiva e la verbalizzazione dell’esperienza soggettiva, il piano del comportamento motorio e quello delle risposte fisiologiche (1). Queste si dividono in primarie (fondamento biologico) e secondarie (derivanti dalle primarie). La paura, è appunto un’emozione primaria, nasce direttamente dall’amigdala, organo che stimola gli ormoni e l’attività cardiovascolare. L’emozione nasce quindi a livello sensoriale, solo in seguito entrerà in gioco la neocorteccia per decifrare e comprendere quanto percepito (recenti studi neuroscientifici hanno dimostrato proprio come, l’amigdala, si sia sviluppata prima della neocorteccia e come questa abbia bisogno di un tempo maggiore per elaborare la reazione ad un input) (2). Abbiamo detto che la paura è un’emozione primaria, e per comprenderlo ci basti pensare che è praticamente un nostro istinto ancestrale. Ripensiamo all’uomo primitivo che doveva prendere decisioni immediate, atte alla sopravvivenza di fronte a situazioni di pericolo in cui le uniche decisioni da prendere erano “attaccare o fuggire”, è in quel momento che veniva prodotta adrenalina, ormone che induce cambiamenti fisici e mentali che preparano all’azione (3), è grazie alla paura quindi, che gli uomini primitivi sono sopravvissuti. Qual è quindi la funzione della paura? La paura, come ogni altra emozione, ha un ruolo: quello di comunicare, comunicarci qualcosa, e nel caso specifico, comunicarci un possibile pericolo. La funzione della paura quindi è positiva, in quanto ci avvisa che siamo potenzialmente in pericolo (4). La paura è accompagnata poi da comportamenti e sensazioni fisiche che ci aiutano a riconoscerla e distinguerla da altre emozioni o stati d’animo, si pensi a rigidità muscolare, o percezione distorta della temperatura corporea, tachicardia, sudorazione, secchezza della bocca ecc. Piccola raccomandazione, non confondere la paura con l’ansia, perché seppur molto simili, hanno differenze sostanziali che serviranno poi per una possibile gestione e comprensione: la paura nasce da un input reale e concreto, l’ansia invece nasce da percezioni catastrofiche nei confronti di avvenimenti per noi importanti.

Insomma, la paura è fondamentale per noi e non bisogna evitarla o esserne intimoriti, perché così come la gioia, per esempio, è solo un’emozione utile e come tale va accettata. Per questo è sempre utile fare un percorso di alfabetizzazione emozionale, atto proprio alla comprensione e accettazione di ogni nostra emozione.

PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls

Dott.ssa Federica Bruno

Edit in MAggio 2019

1 Definizione delle emozioni primarie o di base: come riconoscere le emozioni, Stefania Porcu. Posted by Igor Vitale-Psicologo Clinico e del lavoro, 20 marzo 2014

2 Daniel Goleman: alla scoperta dell’intelligenza emotiva, Giuseppina di Luna. La Cooltura, 17 gennaio 2018

3 Paura: La paura ha, come tutte le emozioni, un’utilità per l’uomo, essa infatti lo mette in guardia dai pericoli che incontra. La paura però diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata o fuori contesto, come nel caso delle fobie. State of Mind.

4 Paura. Servizio di psicologia e psicoterapia clinica- Studio di Terapia Cognitiva-Dott.Antonella Imbimo e Dott. Susanna Lissandron

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