Ansia come un “must” contemporaneo

Aggiornamento: 27 ott 2020

Sempre più persone soffrono di disturbi d'ansia; cerchiamo di capire come, professionisti della riabilitazione, possano attuare un trattamento sempre più efficace ed adeguato.


Oggi in Italia circa 8 milioni di individui soffrono di disturbo d'ansia.


I dati ESEMeD (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders) (1), riportano la prevalenza dei disturbi mentali in Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Spagna: da questi dati raccolti emerge che poco più di un italiano su cinque ha sofferto di un disturbo mentale nel corso della sua vita e che circa l'11% aveva dichiarato un disturbo affettivo o un disturbo d'ansia nella sua vita (2).

Si evince quindi la forte necessità di porre in essere interventi terapeutici e, considerata la forte invaliditá conseguente ai disturbi d'ansia, trattamenti di riabilitazione. Secondo le linee guida Nice (National Insitute for Healt and Care Excellence), organizzazione che valuta le best practices in medicina, il trattamento nei disturbi di ansia generalizzata si divide in 4 steps, ognuno dei quali, in base alla gravità, richiede un trattamento differente. Si parla quindi di trattamento farmacologico/ospedaliero solo al quarto step (elevata compromissione della funzionalità), nei precedenti vengono consigliati trattamenti psicologici, cognitivi, materiali di auto aiuto e incontri di psicoeducazione.

Ecco allora che la best practice indica un trattamento che parta dalla riabilitazione delle funzioni cognitive e della social cognition (working memory, abilità attentive e funzioni esecutive), integrato con intervento metacognitivo e psicoeducativo, questi ultimi sia individuali che di gruppo in cui vengono trattati pensieri disfunzionali, concetti generali di ansia e i correlati sintomatologici, problem solving, autostima e comunicazione efficace. In questo modo il trattamento stesso entra e interviene nel circolo in cui la sintomatologia si muove, dalla fase cognitiva (difficoltà ed errori cognitivi), al pensiero (errori metacognitivi), alla fase emotiva, all'azione e quindi alla sensazione fisica, le conseguenze e l'esperienza effettivamente vissuta (modello ABC di Ellis) (3). L'ansia infatti agisce per anticipazioni (differenziale ansioso) e sproporzione tra valore personale e difficoltà percepita, portando quindi sensazioni, contenuti emozionali e pensieri distorti dalla sintomatologia stessa, compromettendo questa risposta psicofisica che, invece, si dovrebbe attivare in maniera naturale e congrua.

Nella riabilitazione psichiatrica quindi, è bene integrare un trattamento così strutturato a trattamenti medici e psicoterapici, per ottimizzare la presa in carico dell'utente in modo consapevole e funzionale.


PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls

Dott.ssa Federica Bruno

Edit in maggio 2018



1) Prevalence of mental disorders in Europe: results from the European Study of the Epidemiology of Mental Disorders (ESEMeD) project. Alonso J, Angermeyer MC, Bernert S, Bruffaerts R, Brugha TS, Bryson H, de Girolamo G, Graaf R, Demyttenaere K, Gasquet I, Haro JM, Katz SJ, Kessler RC, Kovess V, Lepine JP, Ormel J, Polidori G, Russo LJ, Vilagut G, Almansa J, Arbabzadeh-Bouchez S, Autonell J, Bernal M, Buist-Bouwman MA, Codony M, Domingo-Salvany A, Ferrer M, Joo SS, Martinez-Alonso M, Matschinger H, Mazzi F, Morgan Z, Morosini P, Palacin C, Romera B, Taub N, Vollebergh WA; ESEMeD/MHEDEA 2000 Investigators, European Study of the Epidemiology of Mental Disorders (ESEMeD) Project.[Acta Psychiatr Scand 2004: 109 (Suppl. 420): 21-27]

2) Susanna Di Lascio, AMEC Notiziario Luglio 2010 n7- Epidemiologia dei disturbi d'ansia

3) Reason and Emotion in psychotherapy. Secaucus, NJ: Citadel . Ellis, A. (1962); Rational Emotive Behaviour Therapy in a Nutshell. Sage Publications. Neenan, M., Dryden, W. (2006).

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