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Alfabetizzazione emotiva e analfabetismo emotivo oggi, tra social network e salute mentale

Sempre più spesso si sente parlare di alfabetizzazione emotiva, ma perché c’è bisogno di spiegare, mostrare ed educare all’alfabeto delle emozioni?


L’uomo, come diceva Aristotele, è un animale sociale. Purtroppo in una società come quella attuale, in cui emerge un uso massiccio di social network, in cui la mancanza di tempo, in cui il contatto face to face sta diminuendo, si sente sempre più parlare di alfabetizzazione emotiva; facendo emergere quindi il bisogno vero e proprio di educare alle emozioni, di esercitare quella che è l’intelligenza emotiva, fondamentale per preservare relazioni (Goleman, 1996)(1). Con intelligenza emotiva si intende proprio la capacità di comprendere le proprie e altrui emozioni al fine di gestire e migliorare le proprie relazioni (2). Questa capacità viene appresa dall’infanzia. Qualora questo apprendimento fosse ostacolato, o il tutto non avvenisse, si parlerebbe di analfabetismo emotivo, ovvero quell’inadeguatezza, quell’incapacità di comprendere le emozioni e attribuire a sé stessi il potere di influenzare i propri stati emotivi (2). Vediamo allora quali sono gli obiettivi di una corretta alfabetizzazione emotiva (Carpena, 2001; Vallés, 2000; Bisquerra, 2000)(3):

· Identificare i casi di scarso impegno emotivo.

· Sapere cosa sono le emozioni e come riconoscerle negli altri.

· Imparare a classificare le emozioni.

· Modulare e gestire il livello di emotività.

· Sviluppare la tolleranza alle frustrazioni della vita quotidiana.

· Prevenire l’abuso di sostanze che creano dipendenza e altri comportamenti a rischio.

· Costruire la resilienza.

· Adottare un atteggiamento positivo verso la vita.

· Prevenire i conflitti interpersonali.

Capiamo bene quanto sia importante quindi una corretta educazione alle emozioni. Lo stesso Goleman, in Intelligenza emotiva, ci spiega come deficit in questo ambito siano correlati a depressione, vita violenta (per cui incontri nelle scuole, come forma preventiva, risultano essere un buon mezzo di intervento, soprattutto per la gestione e comprensione della rabbia), disturbo del comportamento alimentare (dove si assiste ad una difficoltà nella consapevolezza emotiva o nella distinzione tra emozioni e sensazioni corporee) o abuso di sostanze (dove la difficoltà nella comprensione delle emozioni porta ad un forte isolamento e ad una vera e propria ricerca di via di fuga) (4).

Ancora, avviandoci alla conclusione, emerge quindi l’importanza di una corretta alfabetizzazione emotiva anche tra i giovani o tra tutti coloro che tendono a sviluppare relazioni su social network, in cui manca totalmente il contatto personale, dove quindi l’attività dei neuroni a specchio diviene deficitaria e dove si sviluppa un vero e proprio disinteresse emotivo verso l’altro dovuto a deficit di lettura dell’individuo che ne fa uso (Riva, 2010)(2).

Vi invitiamo quindi a tenervi aggiornati riguardo un tema cosi attuale e importante e vi auguriamo un buon lavoro!

PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls

Dott.ssa Federica Bruno

Edit in Luglio 2019

1. Intelligenza emotiva. Che cos’è e perche può renderci felici. Daniel Goleman, Edizione Best BUR, Marzo 2019

2. Condividi ma non condivido: analfabetismo emotivo ed empatia nell’era dei social, Marina Morgese, State of Mind- Il giornale delle scienze psicologiche, 24 agosto 2018 Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2018/08/analfabetismo-emotivo-social/

3. Alfabetizzazione emotiva: conoscere le emozioni, La mente è meravigliosa, 21 dicembre 2017

4. Impatto dell’analfabetismo emozionale sulla salute Stefano Centonze, 27 agosto 2018

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