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L'innovazione è già presente: cosa ne pensano gli esperti della realtà virtuale?

Intervista ai Docenti del primo corso di formazione su CEREBRUM


Hafricah.net e Settimana del Cervello: Donatella Ruggeri

IDEGO Psicologia Digitale: Lorenzo Di Natale

PRoMIND - Servizi per la Salute Mentale: Ottavio Cesaretti, Valerio De Lorenzo


DOMANDA PER TUTTI: Come ti senti oggi a parlare di realtà virtuale e quali sono le tue previsioni per quanto riguarda questo "strumento" per il futuro?

RISPOSTA DONATELLA: Quando posso parlare di quello che mi appassiona provo sempre una particolare eccitazione. Questo tema poi mette davvero insieme due cose che amo: le neuroscienze e la tecnologia. Il loro incontro è talmente promettente che va condiviso e divulgato affinchè le applicazioni e gli studi sul tema aumentino. Lo strumento è sicuramente potente e oggi sta diventando sempre più accessibile da un punto di vista di investimento economico. Secondo le previsioni entro il 2025 saranno oltre 200 milioni gli utenti che utilizzeranno la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata in diversi ambiti e, visto l'interesse dei professionisti della salute per questa tecnologia, è ragionevole pensare che un importante aumento del suo impiego si osserverà anche nel contesto medico e sanitario, pubblico e privato.

RISPOSTA LORENZO: Tanta tanta soddisfazione. Da anni insieme al team di IDEGO portiamo avanti la bandiera della Psicologia Digitale e dell'integrazione degli strumenti di RV alla pratica clinica. Sapere che sempre più colleghi aprono alle possibilità dello strumento ci incoraggia e ci ripaga di ogni sforzo compiuto in questa direzione. Negli anni molte credenze sono state sfatate, come quelle legate all'inaccessibilità tecnologica ed economica, così come i miti del venir meno della relazione terapeutica, o dello psicologo stesso! In verità la RV è sempre economica e già oggi più semplice ed intuitiva di un Pc. Esprime il linguaggio delle nuove generazioni e, soprattutto, rappresenta solo un tool in un percorso più ampio che vede al centro la relazione tra clinico e paziente. La tecnologia c'è ed è accessibile, quello che avverrà nei prossimi anni sarà il passaggio culturale che la vedrà entrare nelle case degli italiani e, sempre più spesso, nello studio del terapeuta.

RISPOSTA OTTAVIO: Ricordo che il mio primo contatto con la realtà virtuale risale al 2012 durante un viaggio negli Stati Uniti, un "semplice&auot; video promozionale di un film all'interno di un centro commerciale; da quel primo contatto ho iniziato ad appassionarmi a questo strumento, cercando negli ultimi anni di trovare delle soluzioni per applicarlo al campo della salute mentale, di cui mi occupo per lavoro. Ho dedicato parte del mio percorso formativo a questa tecnologia, imparando ad utilizzare software di modellazione, animazione e motori grafici per poter creare nuove soluzioni. Oggi con la nostra azienda ed i nostri partner stiamo cercando di rendere fin da subito accessibile questo strumento, che viene ancora considerato "futuro" o "difficilmente utilizzabile", scontrandoci con grandi ostacoli culturali ma che sono sicuro crolleranno nei prossimi 3-5 anni. Intrattenimento, progettazione, industria sono sicuramente i campi di applicazione in cui la RV ha preso più piede, grazie anche ad ingenti investimenti. Anche nel campo medico vediamo sempre più startup che cercano di emergere in questo settore grazie alle innumerevoli applicazioni che la RV può avere: formazione dei sanitari, terapia del dolore, supporto terapeutico per i pazienti pediatrici, miglioramento dell'aderenza terapeutica e farmacologica, trattamento di sintomatologie ansiose o depressive, fobie e non per ultima la riabilitazione cognitiva. Sono diversi i fattori che ci fanno pensare che questo strumento, usato correttamente, diventerà parte integrante della nostra vita in diversi ambiti.

RISPOSTA VALERIO: Sinceramente, mi sento emozionato ed eccitato allo stesso tempo! Mi ricordo che nel 2014 mi confrontavo con alcuni colleghi su come integrare la realtà virtuale nei trattamenti dei nostri utenti: dopo così poco tempo mi stupisce ancora che ce l'abbiamo fatta, creando e utilizzando strumenti così strutturati e scientificamente validi. Per il futuro mi immagino che la realtà virtuale sia ancora più accessibile ai professionisti e centri della salute mentale, con la possibilità di utilizzare software sempre più personalizzabili ed efficaci.


Per DONATELLA: Perchè negli ultimi anni abbiamo assistito ad un avvicinamento sempre maggiore delle neuroscienze al mondo della Realtà Virtuale?

RISPOSTA: Credo che i motivi siano principalmente due. Primo, le neuroscienze sono cruciali per il progresso della tecnologia; secondo, la tecnologia può dare una spinta allo studio del cervello. Il futuro della Realtà Virtuale dipende non solo dai progressi tecnologici e dalla risposta del mercato ma anche dalla comprensione dei meccanismi neurali che danno vita a questa "illusione". Le neuroscienze sono la bussola per chi vuole orientare la tecnologia verso la direzione corretta. Come dicevo, dall'altra parte gli ambienti virtuali vengono utilizzati dai neuroscienziati per simulare eventi naturali e interazioni sociali che in laboratorio sarebbero difficili da rendere realistici. La Realtà Virtuale offre stimoli interattivi e multisensoriali con un vantaggio unico rispetto ad altri approcci di ricerca neuroscientifica. In più, la strumentazione è compatibile con la registrazione in tempo reale di cosa avviene nel cervello quando si viene esposti a un determinato stimolo, ad esempio con la risonanza magnetica funzionale. Direi quindi che si tratta di una coppia perfetta: lo studio del cervello serve agli sviluppatori per ampliare i campi di applicazione e le performance della tecnologia e la tecnologia restituisce ai ricercatori in neuroscienze uno strumento unico di indagine del cervello.

Per LORENZO: Sempre di più negli ultimi tempi abbiamo sentito accostare la Realtà Virtuale al mondo delle Psicoterapie, ma molti professionisti ancora oggi non riescono ad immaginare un futuro per questo utilizzo della Realtà Virtuale; puoi farci qualche esempio clinico già> strutturato di psicoterapia con l'ausilio della RV?

RISPOSTA: La Realtà Virtuale è un tool estremamente flessibile, che ha dimostrato da oltre 20 anni di sapersi adattare ad una grande varietà di disturbi clinici ed orientamenti teorici. Tra le pratiche ad oggi maggiormente strutturate vi sono senza dubbio quelle che integrano gli strumenti di RV alle tecniche espositive di matrice Cognitivo-Comportamentale. L'avvento della RV ha infatti consentito una nuova forma di esposizione, immersiva, sicura e controllabile, in grado di superare i limiti delle tradizionali tecniche espositive in vivo e immaginative. La Virtual Reality Exposure Therapy, nelle sue diverse declinazioni, è stata applicata con successo ai DPTS, per consentire l'abituazione all'ansia e il cambiamento delle credenze legate al trauma; alle fobie specifiche, allo scopo di contrastare le strategie di evitamento aiutando il paziente a gestire le risposte d'ansia; ai DOC, per la prevenzione della risposta compulsiva associata alla vista del sangue, dello sporco o di altri possibili stimoli attivanti.

Per OTTAVIO: L'ambito clinico quello della Riabilitazione Cognitiva è uno dei campi in cui la Realtà Virtuale ha trovato più spazio ed è stato tra i primi ad essere esplorato, ma ad oggi quali risultano essere gli interventi più efficaci?

RISPOSTA: Sicuramente quello riabilitativo è uno dei campi della medicina in cui la RV è stata più utilizzata, sia per esercizi motori in soggetti che hanno subito un danno cerebrale, ma anche e soprattutto in campo cognitivo; ad esempio nella valutazione dei tempi di reazione, nella riabilitazione dei disturbi dell'attenzione e della memoria e nel problem solving, questo perchè la RV ci offre un approccio innovativo per supportare il recupero funzionale di queste abilità nei pazienti affetti da disturbi cognitivi nelle fasi iniziali e intermedie, disturbi motori quali ictus o malattia di Parkinson, ma anche disturbi psicologici come ansia, fobie o stress. In Italia non si può fare a meno di citare il progetto CAVE dell'Istituto Auxologico di Milano tra i primi a testare questo tipo di terapia in un ambiente immersivo virtuale, anche se ben distante dalla Realtà Virtuale che conosciamo oggi. Il potenziale della VR come strumento riabilitativo è stato studiato da diversi gruppi di ricerca, che hanno evidenziato come la multisensorialità, l'alto senso di immersività e la facilità di utilizzo rendano possibile l'attivazione e l'allenamento di diverse aree cognitive nello stesso momento. Nessun altro strumento riesce a fare questo essendo la RV lo strumento più ecologico che si ha disposizione dopo la Realtà stessa. Su tutto questo ci siamo focalizzati nel creare CEREBRUM, cercando di rendere questo strumento accessibile anche ai liberi professionisti e non solo ai grandi centri di ricerca come è stato fino ad ora.

Per VALERIO: La presentazione di CEREBRUM - Virtual Cognitive Rehabilitation al Festival Psicologia 2018 ha avuto un ottimo riscontro e ha creato un grande interesse tra gli "addetti ai lavori" ma quali sono state le reazioni dei pazienti dopo aver utilizzato questa App?

RISPOSTA: Ad oggi, sia all'interno della PRoMIND che con altri centri, stiamo proseguendo gli studi di usabilità e accettabilità. I primi pazienti ci hanno dato già feedback sorprendenti! I giovani risultano essere molto rapidi e fluidi nell'utilizzo di questa tecnologia, ma anche i pazienti più anziani, dopo un pò di orientamento, riescono a vivere l'esperienza terapeutico-riabilitativo in realtà virtuale in modo coinvolgente ed efficace. Tutti si mostrano ben felici (qualcuno un pò più agitato all'inizio) di CEREBRUM e la frase che più ricorre è: "così è un'altra cosa! L'esercizio è più reale!" Questo per noi è già un enorme successo e ci permettere di spendere con entusiasmo e professionalità questo strumento così ecologico, che consideriamo un add-on al setting e alle terapie standard, naturalmente, e che permette una più facile generalizzazione dei miglioramenti acquisiti.


PRoMIND-Servizi per la Salute Mentale Srls

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